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AEROSOL TERAPIA

Una delle principali vie di penetrazione dei farmaci nell’organismo è quella alveolare. I polmoni offrono una grande superficie per l’assorbimento dei gas o vapori (80-100 mq), possiedono inoltre un’alta vascolarizzazione. L’assorbimento dei farmaci dipende dalla loro concentrazione nell’aria inspirata, dalle dimensioni ottimali delle particelle nebulizzate MMAD (da 0,2 a 3 micron) e dalla ventilazione polmonare. Le sostanze inalate saltano il passaggio epatico, evitandone la possibile inattivazione a causa dei sistemi enzimatici.
I vantaggi che derivano dallo stato di sol sono legati alla enorme superficie che le particelle realizzano nel loro complesso, per effetto della dispersione, ed alla possibilità di penetrare nell'apparato respiratorio, fino alle ultime terminazioni bronchiali ed agli alveoli polmonari.
Entrambi questi fattori dipendono dalla dimensione delle particelle, che è a sua volta legata all'avanzamento tecnologico del nebulizzatore che le produce.
L'Aerosolterapia è veramente il cardine della prevenzione delle malattie respiratorie e la via d'elezione per la terapia delle affezioni in atto.

Struttura dell'apparato respiratorio

Le vie aeree iniziano dal naso e dall'orofaringe per continuarsi con la laringe, la trachea, i bronchi.
I due bronchi principali, destro e sinistro, si suddividono in diramazioni sempre più piccole e numerose fino a perdere la loro specifica struttura (bronchioli respiratori) aprendosi lungo le loro pareti le cavità alveolari (dotti e sacchi alveolari).
Gli alveoli polmonari costituiscono quindi una moltitudine di microscopiche cavità in comunicazione con l'esterno tramite le diramazioni bronchiali e costituiscono il parenchima polmonare. La mucosa respiratoria, nasale e tracheobronchiale, fino ai bronchioli respiratori, è costituita da un epitelio monostratificato le cui cellule sono provviste di ciglia mobili la cui funzione è quella di impedire l’accesso delle polveri inspirate e di veicolarle all’esterno. Interposte fra le cellule cigliate si trovano numerose ghiandole mucipare responsabili, in condizioni normali, della produzione di un film mucoso che raggiunge lo spessore di 5-7 micron e fornisce alle cellule dell'epitelio respiratorio una efficace barriera protettiva.
Gli alveoli sono rivestiti da un'epitelio, la cui superficie totale è valutata in 60-100 mq. 

Fisiologia dell'apparato respiratorio

L'apparato respiratorio è costituito da due sezioni di significato funzionale diverso: le alte (o prime) vie respiratorie che comprendono il naso, l'orofaringe e la trachea; le basse vie respiratorie che comprendono l'albero bronchiale ed il parenchima polmonare.
Le prime vie respiratorie consentono il trasporto dell'aria dall'ambiente esterno all'apparato broncopolmonare e viceversa; provvedono inoltre alla regolazione del flusso d'aria in ingresso, alla sua umidificazione, al riscaldamento ed alla depurazione.
La corrente muco-cigliare infatti, spinge le particelle estranee dalle fosse nasali alla cavità orale e dai polmoni alla faringe; questi processi consentono l'espulsione del muco ricco di batteri ed agenti flogogeni, spontaneamente, o grazie al riflesso della tosse, che favorisce l'espettorazione.
Nella laringe hanno sede le corde vocali ed è quindi l'organo deputato alla fonazione.
Le basse vie respiratorie hanno la funzione di distribuire uniformemente l'aria inspirata al parenchima polmonare tramite le più fini diramazioni bronchiali; negli alveoli e più precisamente all’interfaccia membrana alveolare - membrana capillare avviene invece l’interscambio di ossigeno proveniente dall'aria atmosferica e di anidride carbonica trasportata dalla emoglobina in transito nella sezione capillare e prodotta durante i processi metabolici nelle cellule e nei tessuti dell’organismo.

ALCUNE AFFEZIONI PIU' COMUNI DELL'APPARATO RESPIRATORIO

 

Localizzazione

Origine

ALTE VIE AEREE Rinite e sinusite
Faringite
Laringite
Tracheite
Tracheobronchite
Infiammatoria
Infettiva
Allergica
BASSE VIE AEREE Bronchite Infiammatoria
Infettiva

Asma bronchiale
Broncopolmonite
Polmonite

Infettiva


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Caratteristiche tecniche e prestazioni degli apparecchi per aereosol

Gli apparecchi per aerosol terapia, sono dotati di compressori (membrana o pistone), o dei trasduttori ad ultrasuoni, che hanno il compito di disgregare la soluzione da nebulizzare in particelle finissime. I trasduttori ad ultrasuoni, sono molto silenziosi ma richiedono una maggiore manutenzione, inoltre sono sconsigliati per la nebulizzazione di alcuni farmaci in quanto a causa del rischio di surriscaldamento della soluzione potrebbero determinare la degradazione del principio attivo da nebulizzare, non sono in grado di nebulizzare i corticosteroidi e determinano la presenza di una percentuale relativamente elevata di particelle superiori a 5 μm (che non sono in grado di penetrare in profondità nell’albero respiratorio). I compressori a membrana o pistone sono più rumorosi ma più semplici da usare garantendo però una efficacia terapeutica migliore. La prestazioni di un apparecchio per aerosol terapia dipendono principalmente: dal diametro medio delle particelle nebulizzate (MMAD), dalla qualità del nebulizzatore e dal tempo impiegato per la nebulizzazione.

Quale ampolla preferire

Le ampolle utilizzate nei migliori nebulizzatori sono diventate oggetti estremamente sofisticati. Sono realizzate in materiale plastico atossico sterilizzabile, si possono dividere in più parti per essere più efficacemente pulite. Alcune sono dotate di valvole comandate automaticamente dal ritmo del respiro, in modo da aumentare nella fase inspiratoria la quantità di farmaco che può essere assorbita dal paziente e di diminuirne la dispersione nell'ambiente nella fase espiratoria. Le ampolle nebulizzatrici dovrebbero essere sostituite almeno una volta l'anno in modo da mantenere inalterate le loro caratteristiche.

UN ACCENNO SULL ’USO-ABUSO DEGLI SPRAY NASALI

Spesso gli spray decongestionanti nasali di automedicazione utilizzati per curare disturbi lievi e transitori non vengono usati correttamente diminuendone così l’efficacia e aumentandone gli effetti indesiderati.

Essi possono essere classificati in tre categorie

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