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INFANZIA

L’infanzia costituisce una delle fasi più importanti della crescita di un bambino e perciò particolarmente impegnativa per chi deve occuparsi delle sue necessità e dei suoi bisogni qualunque essi siano, dalle scelte dei prodotti per la sua igiene a quelle necessarie per la sua alimentazione, dalle apparecchiature per migliorare il suo comfort ai giochi specifici per stimolarne fantasia e apprendimento.
In farmacia puoi trovare tutto quello che occorre per il tuo bambino: alimenti per la prima infanzia, prodotti specifici per la pulizia del corpo, pannolini, creme e paste per le irritazioni della pelle, giocattoli sicuri che rispettano le più recenti normative comunitarie….. il consiglio dei farmacisti che fianco a fianco, giorno per giorno vedono crescere il tuo bambino con te.

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1000 accortezze non sono mai sufficienti per proteggere il tuo bambino.
L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ed è quindi opportuno organizzare l’ambiente domestico nella maniera più razionale e tale da ridurre al minimo il rischio di incidenti. Per aiutarti in questa impresa uno tra i marchi più noti e affidabili per quanto riguarda i prodotti per la prima infanzia, la CHICCO, ha selezionato molti prodotti utili per aiutarti a rendere sicuro l’ambiente in cui crescerà il bambino. Nella nostra farmacia potrai acquistare
paraspigoli, copriprese elettriche, blocca-antine, blocca armadi, blocca porte, sicurgas (griglie estensibili da applicare al piano cottura impedendo al bambino di arrivare ai fornelli, o di rovesciarsi addosso pentole o tegami), blocca porte, sicurvetro (pellicola speciale trasparente che evita la caduta delle schegge in caso di rottura del vetro), safety gate (barriera autoclose con cancelletto), blocca videoregistratore, chiusure di sicurezza multiuso, luce anti-buio automatica, baby control (interfono che ti consente di controllare il tuo bambino a distanza)
tutto a tua disposizione per garantire sicurezza al bambino.

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Un momento che nel caso di un neonato, non significa solo "pulizia e igiene", ma, soprattutto, relax e occasione di contatto e dialogo tra lui e la mamma.
È importante, quindi, che a questo particolare momento venga dedicato il tempo necessario per approfondire la conoscenza del piccolo, parlandogli e facendolo giocare.
Il momento migliore per lavare il bebè è la sera, dopo cena, quando si ha più tempo e la serenità necessaria per affrontare la cosa con calma e la dovuta attenzione. Inoltre, poiché il bagno ha sul bambino un effetto rilassante, specialmente se abbinato ad un massaggio, esso risulta perfetto per prepararlo a un sonno lungo e tranquillo e a una notte serena.

INFORMAZIONI UTILI

La pelle dei bambini è morbida, liscia, elastica, in apparenza perfetta…..è bellissima! Ma è anche molto sottile, delicata e indifesa.
Occorrerà quindi prestare cure e attenzioni particolari perché, formata da piccole lamelle cornee, la cute del neonato non è ancora in grado di creare quella barriera protettiva invisibile formata da acqua e grasso (il cosiddetto film idrolipidico) destinata a rafforzarsi man mano che il bambino cresce.
Poi non dimentichiamoci che, in modo particolare nei primi giorni di vita, subisce un processo di desquamazione fisiologica.
Però, attenzione, questo non vuol dire che la pelle del neonato sia del tutto priva di difese naturali, perché alla nascita è coperta da una sostanza, la cosidetta vernice caseosa, che dovrebbe ripararla dal primo contatto con l'ambiente. Dopo la scomparsa della vernice caseosa, la pelle del neonato è protetta per circa tre mesi da un'altra pellicola formata dalle secrezioni delle ghiandole sebacee, stimolate più intensamente dagli ormoni materni. Però spesso, quello che la natura fornisce, non basta…
E così risulta particolarmente utile seguire alcuni accorgimenti che qui di seguito elenchiamo:

L'OCCORRENTE

Prima di immergere nell'acqua il neonato, preparate tutto ciò che vi occorre per lavarlo e asciugarlo: bagnoschiuma, shampoo, qualche giochino, un asciugamano grande per il corpo, uno piccolo per il viso e i capelli, borotalco e creme, la spazzola, il pannolino, il phon e il pigiamino.
Per il bagnetto dei bimbi nei primi mesi di vita esistono alcune semplici regole da rispettare e ricordare: per prima cosa dobbiamo pensare che il bimbo deve galleggiare nell'acqua, perciò non va tenuto ma semplicemente sostenuto in modo che non scivoli nell’acqua.

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Naturalmente dovrete cercare di essere rilassati in modo da trasmettere questa condizione anche alle spalle e alle mani, attraverso le quali altrimenti, il piccolo potrebbe percepire le vostre tensioni, risentendone e non provando piacere nel fare il bagno.
Il bimbo, va sollevato mettendo la mano sinistra sotto la nuca (la nuca del bambino deve poggiarsi comodamente fra la mano ed il polso, in quella specie di ansa che si crea spontaneamente; la mano deve essere aperta per sostenere le sue spalle, il pollice sopra la clavicola e il medio sotto l'ascella), la mano destra sotto le caviglie e quindi immerso dolcemente reggendolo con la sinistra e usando la destra per detergerlo.
La temperatura della stanza deve essere intorno ai 26°C; quella dell'acqua, invece, non deve superare i 37°C, ossia la temperatura corporea del piccolo. Il monitoraggio di quest’ultima può essere eseguito mediante appositi termometri facilmente reperibili in commercio, dalla simpatica forma di animali.

 

Sostenendolo nel modo descritto il bambino va fatto galleggiare con molta calma. Procedete, quindi, alla pulizia del corpo insaponandolo e sciacquandolo bene soprattutto nelle pieghe inguinali e ascellari. Ponete particolare cura ai genitali che vanno lavati con delicatezza e accuratezza avendo cura di procedere dal davanti al di dietro in maniera tale da prevenire contaminazioni da parte della zona anale. Terminato il bagno il bambino va subito avvolto in un telo, utili quelli con cappuccio, e adagiato su un piano avendo cura di asciugarlo tamponandolo senza frizionare la sua pelle.
Le bacinelle che si trovano in commercio per il bagnetto dei bimbi sono costruite in materiale igienico e non scivoloso (in genere vengono utilizzate la gomma o la plastica). E’ buona regola provvedere ad un adeguato risciacquo dopo l’uso per evitare contaminazioni batteriche.
E’ consigliabile usare:

Se, alla fine del bagnetto, il bimbo vi sembrasse troppo rilassato, un po' di acqua fresca sul viso e sul sedere potrebbero aiutarlo a recuperare un giusto tono.

I PRODOTTI

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Ricordate che tutti i prodotti che utilizzerete dovranno essere specifici per bambini onde evitare di irritare la loro pelle delicata. In particolare per i primi bagnetti del neonato si consigliano prodotti delicati, liquidi detergenti con basso potere schiumogeno che non irritano gli occhi, bagnoschiuma a base di tensioattivi non irritanti e shampoo delicati, oleosi a pH neutro che combattono efficacemente la formazione della crosta lattea.

Onde evitare che il detergente entri negli occhi durante l'operazione di risciacquo, potete utilizzare gli anelli proteggi occhi che posti sulla testa del bimbo hanno il compito di bloccare e raccogliere l'acqua, mentre non dovranno mai mancare paste protettive per i genitali e creme emollienti per il corpo. Per pulire il naso e le orecchie del bambino usate dei piccoli batuffoli di cotone imbevuti nell'acqua e procedete con molta delicatezza per evitare di procurargli lesioni. Ricordate che i “cotton fioc” non sono molto indicati per l'igiene delle orecchie dei bimbi molto piccoli in quanto potreste procurargli gravi lesioni interne o nel migliore dei casi spingere il cerume all’interno del condotto uditivo esponendolo a possibili infezioni. Usate, quindi, un pezzetto di cotone e detergete solo la parte esterna dell'orecchio, oppure impiegate bastoncini cotonati di sicurezza a base allargata che limitano l’accesso all’interno del condotto uditivo (Sicur-net della Chicco).
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Il nasino va tenuto libero e pulito, ma spesso il bambino fino a circa 7 anni non sa soffiarselo da solo. Per questo è consigliabile un lavaggio che pulisca a fondo le fosse nasali e non solo la zona delle narici.
Il lavaggio può essere eseguito mediante l’impiego di soluzione salina sterile (costituita da soluzione acquosa contenente Cloruro di Sodio allo 0,9%) reperibile in farmacia sotto forma di flaconcini monodose, flaconi con erogatori spray (più pratici) specifici per bimbi. I flaconcini monodose vanno impiegati di regola associati ai cosiddetti aspiratori nasali disponibili in farmacia in varie tipologie.

Come si procede con gli erogatori spray:

infanzia1. distendere il bambino o farlo stendere se l’età lo consente.

2. vaporizzare nell’aria un po’ di soluzione per trasformare l’operazione in un gioco.
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3. ruotare, inclinare se seduto, la testa del bambino su un lato (mai all’indietro!).

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4. introdurre l’erogatore nella narice posta più in alto. Premere l’erogatore per 3 secondi per rimuovere il muco accumulato nelle fosse nasali.

infanzia5. pulire e ripetere l’operazione
finchè la soluzione esca pulita
dall’altra narice.

 

 

IL LAVAGGIO NASALE PUO’ ESSERE EFFETTUATO PIU’ VOLTE AL GIORNO. PER I LATTANTI, PREFERIBILMENTE, PRIMA DELLE POPPATE E PRIMA CHE SI ADDORMENTINO.

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La pelle è uno degli organi più vulnerabili del nostro corpo. E quanto sia delicata lo sanno bene le mamme e i papà che la trovano arrossata e irritata anche per un contatto non troppo prolungato con un pannolino bagnato.
Vediamo quelli che sono i disturbi più frequenti:

La dermatite da pannolino
Che cos'è: Si manifesta, con dei puntini rossi, nell'area di pelle coperta dal pannolino ma, se trascurata, può coinvolgere anche l'attaccatura delle gambe. È dovuta al contatto prolungato delle feci e dell’urina che, a causa della loro composizione chimica riescono a superare le deboli barriere di difesa della pelle del bambino, creando un terreno propizio alla proliferazione di germi.
Come si cura: l'igiene costituisce la prima difesa sia per la prevenzione che per la cura della dermatite da pannolino.
Nelle forme meno aggressive si può migliorare la sintomatologia utilizzando pomate all’ossido di zinco, da sole, o in associazione a vitamine utili al trofismo dei tessuti, pomate alla calendula, pomate a base di Aloe.
Nelle forme più avanzate è opportuno rivolgersi al proprio pediatra che potrà consigliare medicamenti antimicotici e antinfiammatori.

La crosta lattea o dermatite seborroica
Che cos'è: quando la pelle è ancora immatura, già dalle prime settimane di vita, la testa del bambino si ricopre di una patina bianco-giallastra. Le ghiandole del cuoio capelluto producono sebo in eccesso e, vicino al follicolo pilifero, dove nasce il capello, si forma uno strato più o meno evidente di crosticine. La risoluzione spontanea del problema si ha verso il terzo mese di vita, anche se a volte può insorgere in modo fastidioso verso l’anno di età.
Come si cura: per risolvere questo comunissimo problema è sufficiente adottare semplici accorgimenti.
E’ utile tamponare le crosticine con un batuffolo imbevuto di olio di oliva e lascialo agire per alcune ore. Una volta ammorbidite si dovrebbe lavare la testa del bambino e pettinarlo con una spazzola molto morbida, per rimuovere delicatamente le scagliette (questa rimozione meccanica delle scagliette è indispensabile in quanto il normale processo di desquamazione della pelle in questi casi non avviene del tutto normalmente perché le scagliette anziché cadere si accumulano una sull’altra creando un certo spessore che occlude la ghiandola sebacea aumentandone così l’attività secretrice).

infanziaE’ inoltre opportuno sostituire allo shampoo abituale lavaggi con olio di oliva che, contenendo “squalene”, una sostanza molto simile al sebo, ha un alto potere detergente e lubrifica il cuoio capelluto, proteggendo i capelli. E’ importante ricordare che tutte queste operazioni andranno effettuate con la massima cautela e attenzione evitando pressioni eccessive per la presenza nella testolina del bambino delle fontanelle craniche, caratterizzate da guaine fibrose che ricoprono le ossa del cranio che non si sono ancora saldate. Non bisogna avere paura di toccarle durante l’igiene quotidiana, sono infatti molto resistenti.
La fontanella posteriore è di solito chiusa e non palpabile oltre la 6°- 8° settimana di vita; è molto piccola e difficile da localizzare.
La fontanella anteriore, le cui dimensioni variano molto (in media è di circa 2x2 cm), normalmente si chiude tra il 6° e il 20° mese di vita.
Se la fontanella anteriore si chiude troppo presto, occorre verificare di non essere in presenza di una craniostenosi, cioè di una malattia caratterizzata da una saldatura troppo precoce delle suture, con conseguente ridotta crescita del cranio (microcefalia), Occorre quindi misurare la circonferenza cranica e verificare che i valori siano compresi nei limiti di normalità, confrontandoli con le apposite curve di crescita.

Al contrario, se la fontanella anteriore non si chiude entro i 16 mesi, potrebbe essere un segno di diverse patologie, fra cui:

Le fontanelle sono anche indicative dello stato di salute del bambino, infatti la fontanella anteriore è, in condizioni normali, modestamente depressa e pulsante e si valuta tenendo il bambino diritto; è, invece, molto depressa in situazioni di infezioni febbrili e di disidratazione; molto gonfia e pulsante nell'ipervitaminosi e nelle malattie sopra elencate.

 

LA DERMATITE ATOPICA
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Che cos'è: si manifesta con la comparsa di chiazze rosse che si seccano e sono spesso associate a prurito. Si pensa che questo problema abbia un'origine allergica ma alcuni fattori come freddo, vento, caldo eccessivo possono contribuire a peggiorarla.
Come si cura: un'unica cura efficace per questa malattia non c'è ma anche in questo caso si possono adottare semplici accorgimenti per prevenirla o migliorarla:

Piccoli ma fastidiosi problemi…
Se suda molto
Sono comparse su viso e/o corpo, magari tra le pieghe della pelle, delle macchie rosa? Potrebbe essere sudamina, uno sfogo di calore che si manifesta dove più si accumula il sudore.
È bene fargli un rinfrescante bagno tiepido con acqua e bicarbonato. Poi lo si asciuga, tamponandolo con un asciugamano morbido. Infine si applica un po' di borotalco (esiste anche in forma di crema per evitare problemi di inalazione delle polveri) che permette di assorbire il sudore e tenere asciutta la pelle.
Se il collo si irrita
Sul viso, sul collo, sui gomiti e sulle ginocchia possono comparire chiazze rosse e ruvide che provocano prurito e tendono a diventare più spesse e dure. Si tratta di eczema, ha origine ereditaria e può manifestarsi già a tre mesi. E’ necessario trattare la pelle con olii e creme emollienti e, se non dovesse bastare, applicare una pomata specifica prescritta dal medico.

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La febbre….perchè compare.
La comparsa della febbre nei bambini rappresenta un'evenienza frequente ed è uno dei più comuni sintomi che manifestano i bambini nei loro primi anni di vita.
Specie se la comparsa è improvvisa o la temperatura raggiunge livelli ritenuti elevati, la febbre rappresenta solitamente nei genitori un motivo di allarme e di preoccupazione.
Bisogna però tenere in considerazione che quando l'organismo viene aggredito da virus o da batteri, spesso si difende aumentando la sua temperatura, perchè in questa situazione i germi crescono con difficoltà, e il sistema immunitario di difesa diviene più efficiente.
Anche se può sembrare strano, quindi, la febbre è, nella maggior parte dei casi, una reazione naturale e utile.
Cosa è la febbre
La febbre è un aumento della temperatura corporea superiore a 37-37.5°C se misurata a livello ascellare, o a 37.5-38°C se misurata a livello rettale o nell'orecchio.
La temperatura può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini, può aumentare in seguito a sforzi, ingestione di pasti o bevande calde, riscaldamento eccessivo dell'ambiente, pianto: in tali condizioni va quindi ricontrollata.

Esistono diversi tipi di termometro:

infanziaDi vetro (pediatrico)
E' una sottile colonnina graduata di vetro contenente mercurio.
Può essere impiegato sia per la misurazione rettale che per quella ascellare.
E' molto preciso e abbastanza veloce, ma non sempre è di facile lettura e, non essendo infrangibile, può rompersi. per questo motivo, soprattutto nel bambino piccolo, è consigliabile acquistare un modello "di sicurezza", con rivestimento plastico nella zona più delicata (compresa tra il bulbo e la colonnina), per evitare, in caso di rottura accidentale, di ferire il bambino.

Digitale elettronico a cristalli liquidi
Può essere utilizzato, come il precedente, sia per la misurazione ascellare che rettale.
Quando si avverte un segnale acustico, sul display compare la temperatura del bambino.
E' veloce, preciso (se posizionato correttamente), sicuro e resistente, anche in caso di caduta.

Auricolare
Deve essere utilizzato a livello del canale auricolare.
Sul display compare la temperatura del bambino.
E' comodo e molto veloce.

Striscia a cristalli liquidi
Rileva la temperatura esterna.
Si appoggia sulla fronte e, dopo pochi secondi, appare scritto il valore della temperatura del bambino.
Non è preciso, e ne sconsigliamo l'uso. In effetti non è più neanche reperibile in commercio.

Ad infrarossi
Rileva la temperatura esterna
Si appoggia sulla fronte e in pochi secondi appare la temperatura.

Dove misurare la temperatura
Preferibilmente la temperatura deve essere misurata a livello rettale o ascellare (le altre misurazioni sono meno precise).
Nel bambino piccolo è consigliabile misurare la temperatura per via rettale; infatti questa misurazione è attendibile, precisa, abbastanza veloce (sono necessari da 1 a 3 minuti).
Nel bambino più grande è preferibile la misurazione esterna (ascellare); in questo caso è necessario che il termometro rimanga a stretto contatto con la pelle per almeno 3-5 minuti.

Come procedere
Se il termometro è di vetro, prenderlo tra pollice e indice, poi scuoterlo più volte con alcuni colpi secchi, fino a che la colonnina di mercurio non sia scesa sotto i 36°C; per il termometro digitale basta pigiare il tasto di accensione.

Esistono diverse metodiche per la misurazione delle temperatura corporea:

Mettete il bambino sdraiato a pancia sotto o sul fianco.
Inserite con delicatezza nell'ano il bulbo del termometro (cioè la parte più sottile), per circa 2 cm.
Accostate i glutei affinchè rimangano ben chiusi.
Mantenete il bambino ben fermo per tutta la durata della misurazione.

Posizionate il termometro in verticale, con il bulbo nel cavo ascellare (e non in orizzontale, col rischio che il bulbo scivoli fuori).
Tenete con una leggera pressione il braccio del bambino accostato al corpo.

Posizionate il "beccuccio" del termometro in corrispondenza del canale auricolare.

Seguite scrupolosamente le indicazioni per il corretto uso del termometro (sono presenti in commercio diversi tipi: alcuni richiedono il contatto con la cute, altri no).

Trascorso il tempo necessario, leggete sul termometro il valore raggiunto e ricordate che per ottenere la temperatura reale, dalla temperatura rettale e auricolare vanno sottratte "cinque lineette", cioè 0,5°C. Ad esempio, se segna 38°C, il vero valore della temperatura corporea è di 37,5°C.

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infanziaLo riconosci? L’hai mai visto?
Ebbene sì è un pidocchio!
E’, o è stato, il tuo incubo…..ma ricorda! Il pidocchio è un parassita e come tutti i parassiti può e deve essere distrutto!
Vediamo quindi cos’è, perché ci colpisce e cosa si deve fare per eliminarlo.
L'infestazione da pidocchi si chiama pediculosi
Il pidocchio è…
Il pidocchio è un insetto dell’ordine degli Anopluri; esistono tre diverse specie di pidocchi: quello della testa, quello del corpo e quello del pube. Il primo è di gran lunga quello più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo tra l’altro oramai piuttosto raro. Il pidocchio del pube ha invece una forma decisamente più schiacciata rispetto alle due specie descritte precedentemente, da cui il nome comune ‘piattola’. Tutti e tre i tipi di pidocchi sono nocivi, ma una specie in particolare, quella del corpo, può rappresentare un serio problema sanitario in quanto vettore di malattie epidemiche gravi come il tifo esantematico, febbre ricorrente e febbre delle trincee.
Il pidocchio della testa ha un ciclo vitale che consta di 3 stadi: uovo, ninfa, adulto. Le uova (dette lendini) di forma allungata e di colore bianco-grigiastro hanno dimensioni di 0,3-0,8 mm, sono deposte dalla femmina adulta e cementate alla base del capello mediante una particolare sostanza collosa. Si schiudono dopo circa 1 settimana (dai 6 ai 14 giorni) dando luogo alla ninfa. Quest’ultima ha una morfologia simile all’adulto, ma è di dimensioni minori e matura nell’individuo adulto in una settimana circa. Dopo la schiusa, la lendine vuota resta aderente al capello. L’adulto misura 2-3 mm di lunghezza e il suo colore varia da marrone a bianco-grigiastro. La femmina vive fino a 4 settimane e depone circa 10 uova al giorno. L’insetto si nutre prelevando piccole quantità di sangue dell’ospite. Al di fuori del cuoio capelluto il parassita sopravvive per 24-48 ore, in genere meno di 24 e le sue uova non riescono a schiudersi se si trovano ad una temperatura inferiore a quella cutanea.
Quando si nutrono i pidocchi iniettano piccole quantità di saliva; ciò può provocare una reazione di ipersensibilità del cuoio capelluto, scatenando prurito e irritazione e si possono verificare infezioni più o meno gravi della pelle a causa delle ferite provocate dal grattamento.

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Pettine con denti di acciaio:
In commercio si trovano attualmente dei nuovi pettini anti-pediculosi che aiutano a risolvere il problema dei pidocchi diminuendo l’uso dei trattamenti chimici; sono in acciaio inossidabile con denti a punte arrotondate che non danneggiano i capelli e il cuoio capelluto.
Come agisce:
Grazie a una calibrata separazione tra i denti questi pettini riescono a togliere dai capelli lendini (uova), pidocchi e larve, interrompendo il ciclo riproduttivo del pidocchio.
E’ igienico:
Essendo in acciaio inossidabile garantiscono le sue prestazioni inalterate per anni inoltre, può essere usato da tutta la famiglia perché si può sterilizzare.
Utile strumento di controllo:
In caso di dubbi, sospetti o periodi ad alto rischio di contagio si può utilizzare il pettine per monitorare esattamente la situazione, tenerla sotto controllo e, eventualmente, risolverla tempestivamente.

Sintomi
L’infestazione si manifesta con irritazione e intenso prurito nella zona interessata dall’infezione, che a sua volta causa dermatiti, impetigine e altre affezioni simili dovute a stafilococchi.
Diagnosi
Abilissimo a nascondersi (non sopporta la luce), il pidocchio è difficilmente individuabile tra i capelli.
Per accertare la sua presenza è più facile cercare le sue uova che sono lunghe mezzo millimetro, bianche, ovali, lucide, che solitamente si ritrovano attaccate ai capelli della nuca e a quelli intorno alle orecchie. Facilmente distinguibili dalla forfora, perché questa è di forma irregolare e si stacca facilmente dai capelli.
Ci attacca perché
Perché si nutre di sebo e di sangue, quindi non può sopravvivere a lungo lontano dall'uomo, nella polvere o sui pavimenti.
Perché è tornato in auge
La diffusione dei pidocchi è in costante aumento, in particolare nei paesi a clima temperato. Si ritiene che la recrudescenza del fenomeno sia dovuta allo sviluppo della vita associativa. Luoghi di contagio più comuni sono scuole, asili, uffici, fabbriche, locali pubblici e mezzi di trasporto. Nelle scuole il fenomeno è più marcato in quanto i bambini sono in continuo contatto tra di loro. Anche il contatto di cappotti e cappelli sugli attaccapanni comuni favorisce la diffusione di questa forma di parassitosi.

infanziaCome si sconfigge con metodi chimici.
Le sostanze che si trovano attualmente in commercio per il trattamento della pediculosi del capo, che presentano una certa efficacia e un adeguato profilo di sicurezza e di tollerabilità, sono:
Piretrine. Agiscono bloccando la ripolarizzazione dei canali del sodio nei neuroni del pidocchio, portandolo alla paralisi e alla morte; presentano inoltre un’attività ovicida superiore alla permetrina (>80%). Non presentano un’attività residua dopo il risciacquo, il che riduce il rischio di selezionare ceppi resistenti. Presentano un profilo di sicurezza favorevole, potendo essere utilizzate anche nel lattante, e un assorbimento minimo (<1-2%); eccezionalmente possono causare dermatiti irritative da contatto.
Permetrina. Presenta un meccanismo d’azione sovrapponibile a quello delle piretrine e una minore attività ovicida (60%). L’assorbimento è minimo (<1-2%). È sicura nei lattanti. Possono causare, seppur raramente, reazioni locali, come prurito, bruciore ed eritema; non sono stati riportati importanti eventi avversi sistemici.
Malathion. Buona attività ovicida (>80%). Provoca un accumulo di acetilcolina a livello del recettore; ciò comporta la morte del parassita e

delle uova. È stato approvato dalla FDA nel 1999, tuttavia sono stati segnalati, soprattutto negli ultimi anni, vari casi di resistenza. L’odore sgradevole e l’infiammabilità (per cui, dopo il lavaggio, è necessario evitare l’utilizzo dell’asciugacapelli) sono altre problematiche importanti. Inoltre, non sono state accertate l’efficacia e la sicurezza in bambini di età inferiore a sei anni.
Come si sconfigge con metodi naturali.
Per chi ama curare i propri figli con prodotti naturali elenchiamo qui di seguito alcuni rimedi naturali per la prevenzione dell’infestazione e per l’eventuale distruzione dei parassiti.

Massaggiare la cute del bambino con olio essenziale di Timo bianco (Thymus vulgaris) composto da: timolo e carvacrolo, linalolo, L-borneolo, geraniolo, terpinen-4-olo. Tra le proprietà di questo olio essenziale ricordiamo quella antimicrobica, antisettica e battericida. Possedendo il timolo una tossicità media, potrebbe provocare una sindrome di avvelenamento che si manifesta con nausea, vomito e depressione. Proprio per questo ne è sconsigliato l’uso in gravidanza.

Le applicazioni vanno fatte prima di mettere a nanna il bambino coprendo poi il capo con un cappellino di cotone a cupoletta. Lo stesso trattamento si può fare con l’olio essenziale di Lavanda, i cui componenti (linaiolo, acetato di linalile, eugenolo, canfora, p-cimene, terpinen-4-olo) esercitano un'azione repellente nei confronti del pidocchio del capo.

E’ possibile inoltre eseguire frizioni del cuoio capelluto con un infuso di Timo molto concentrato. Questo si prepara facendo bollire 100 g di pianta secca per 15 minuti in un litro di acqua, aggiungendo successivamente dell’aceto;

si avvolge poi la testa con un cappellino di cotone prima della nanna.
L'IMPACCO DI ACETO è un’altro rimedio naturale, utile nel caso di infestazione avanzata da pidocchi e particolarmente efficace nel distaccare le uova dai capelli. Si procede in questo modo: si pettina il bimbo usando un pettinino fitto (che poi andrà lavato con l'aceto) e successivamente se ne copre la testa con un asciugamano intriso abbondantemente di acqua e aceto secondo il rapporto: 10 parti di acqua, 2 parti di aceto. Al termine si procede ad un lavaggio con un detergente delicato.


Un altro metodo è quello di impregnare i capelli dei bambini con olio di oliva avvolgendo i capelli con un sacchetto di plastica mantenendolo parecchie ore. L'olio di oliva bloccherebbe gli scambi respiratori del parassita provocandone la morte.
Tali rimedi, vanno adottati per almeno 3-4 giorni. Il trattamento quotidiano con il classico pettinino a denti fitti dovrebbe consentire una eradicazione definitiva del parassita. Nel caso in cui risulti difficoltoso togliere le lendini e le loro uova con il pettine a denti fitti, è possibile procedere alla rimozione manuale avendo cura di indossare guanti in lattice.



COME SI PREVIENE L'INFESTAZIONE

Il problema della pediculosi del capo presenta periodiche recrudescenze connesse in particolare con la riapertura degli asili e delle scuole. Vediamo allora quali misure adottare per limitare le possibilità di infestazione. Sapendo oramai dell’esistenza del problema bisogna che, almeno 1 o 2 volte alla settimana i genitori controllino abitualmente la testa dei propri figli per individuare precocemente la presenza di lendini o pidocchi. In caso di riscontro positivo, bisognerà procedere con il trattamento mediante gli appositi prodotti, reperibili in farmacia e controllare tutti i componenti della famiglia; informare la scuola e i possibili amici e compagni perchè a loro volta eseguano analoghi controlli. In caso di dubbio, rivolgersi al proprio pediatra o al proprio farmacista di fiducia.
QUANDO IL PROBLEMA SI PRESENTA, DEVE ESSERE AFFRONTATO CON TEMPESTIVITÀ, PER EVITARE CHE L'INFESTAZIONE SI TRASMETTA AD ALTRE PERSONE.

In generale inoltre sarebbe bene ridurre il contatto tra individui perché la trasmissione dei pidocchi avviene sicuramente per contatto diretto in pochissimi secondi; è bene evitare di utilizzare lo stesso pettine,lo stesso cappello, la stessa sciarpa, ecc., ecc.
e inoltre ci si può proteggere dal contagio impregnando i capelli di sostanze naturali repellenti a base di olii essenziali di geranio, di lavanda, di citronella, di patchouli.
Risulta utile infine effettuare il lavaggio dei capelli con shampoo alla propoli o al tea tree oil.
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Se non si ha tempo di preparare le miscele degli olii essenziali sopra elencati, o di preparare i decotti descritti, si possono ACQUISTARE NELLA NOSTRA FARMACIA prodotti naturali preparati da diverse ditte farmaceutiche o le nostre confezioni di olii essenziali così formulate:

Lozione preventiva antipidocchi
COMPOSIZIONE:

infanzia Geranio
Citronella
Patchouli
Lavanda
Citrus aurantium
Citrus lemonem
olio essenziale 10ml
olio essenziale 10ml
olio essenziale 5ml
olio essenziale 20ml
olio essenziale 5ml
olio essenziale 5ml

La confezione da 55 ml costa € 11,60
La confezione da 27,5 ml costa € 6,30

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Lozione curativa antipidocchi
COMPOSIZIONE:

infanzia Timo
Ylang ylang
Lavanda
Citrus lemonem
Geranio
olio essenziale 10ml
olio essenziale 2ml
olio essenziale 10ml
olio essenziale 4ml
olio essenziale 4ml

La confezione da 50 ml costa €12,52
La confezione da 25 ml costa €6,76



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