
Sempre più di frequente si verifica la richiesta di un primo intervento da parte del farmacista per problemi di origini traumatica a seguito di una contusione, di uno stiramento, di una distorsione, di uno strappo. Capita spesso, infatti, che all’interno della farmacia il farmacista debba soccorrere in prima persona gli sfortunati centauri o le persone anziane che incappano nei ‘san pietrini’, negli avvallamenti e ostacoli di qualsiasi natura quali dissestamenti dell’asfalto dovuti alle radici degli alberi o nelle famose buche del suolo di Roma.
Per tutti questi motivi ed altri ancora la farmacia è un punto organizzato e coordinato per ricevere le richieste di primo intervento da parte dei feriti. Si possono quindi trovare medicamenti a base di sostanze antinfiammatorie e antidolorifiche, bende, cerotti, ghiaccio, tutto ciò che occorre per diminuire in misura rapida ed efficace il dolore, i lividi, il gonfiore.
In particolare:
Distorsione della caviglia, delle ginocchia e dei polsi
E’ capitato sicuramente a tutti, almeno una volta, di mettere un piede in fallo e sentire la caviglia piegarsi in modo del tutto innaturale e doloroso o addirittura sentire il ginocchio torcersi.
E chi non si è mai preso una slogatura al polso?
Le distorsioni si verificano quando si effettuano dei movimenti anormali o forzati che oltrepassano i limiti fisiologici normali delle articolazioni. In questo caso i legamenti delle articolazioni possono venire tirati o si possono rompere. Le distorsioni coinvolgono principalmente le articolazioni del ginocchio, della caviglia, e dei polsi. Una distorsione mal curata può causare un'instabilità cronica dell'articolazione. E' distorsione un trauma che guarisce in 3-4 giorni ed è distorsione anche una lesione che puo' generare instabilità e che non ha tendenza a guarire. Pertanto il quadro è estremamente vasto e complesso. In ogni caso risulta utile l’utilizzo di pomate antinfiammatorie con l’ausilio di polsiere, cavigliere, ginocchiere e bracciali per l’epicondilite se ad essere interessato è il gomito.
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Strappo muscolare
Lo strappo muscolare è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni o scatti improvvisi).Sebbene lo strappo possa colpire qualsiasi muscolo del corpo, le sedi più frequentemente colpite sono gli arti, mentre più raramente si possono riscontrare patologie a carico della muscolatura addominale e dorsale. In relazione al numero di fibre coinvolte (in un muscolo sono presenti diverse migliaia di fibre) gli strappi muscolari si possono distinguere e suddividere in tre stadi:
Elongazione - Distrazione - Rottura muscolare.
Elongazione: danno lieve o di 1° grado: in questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari (lacerazione delle fibre inferiore al 5%). Il danno è tutto sommato modesto e viene avvertito come un leggero dolore diffuso che si accentua durante la contrazione e l'allungamento muscolare. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un'importante perdita di forza o limitazione del movimento. Assenza di tumefazione o ecchimosi.
Per la terapia sono sufficienti 3-4 massaggi giornalieri con pomata antinfiammatorie o più velocemente l’applicazione di cerotti transdermici contenenti anch’essi sostanze antinfiammatorie. Il riposo è sicuramente indicato per accelerare i processi di guarigione.
Distrazione: danno medio o di 2° grado: la gravità dello strappo aumenta poiché viene coinvolto un maggior numero di fibre. Il dolore è acuto, più localizzato, simile ad una fitta e viene chiaramente avvertito in seguito alla contrazione muscolare.
Si verifica ecchimosi anche se tardiva. In questo caso bisogna prima applicare del ghiaccio per favorire l’arresto dell’emorragia e il pronto riassorbimento del sangue e successivamente l’applicazione di sostanze antinfiammatorie e anti edema sia locali che per via sistemica.
Rottura muscolare : danno grave o di 3° grado. Ci può essere lacerazione parziale o di tutto il muscolo. Presenza di ematoma istantaneo. Il dolore, violentissimo, determina una completa impotenza funzionale. Anche qui l’applicazione del ghiaccio è la prima cosa da fare per evitare la formazione di edemi (avendo cura di interporre tra esso e la pelle un panno pulito tanto da evitare il contatto diretto con la cute); successivamente antidolorifici per bocca, elevazione dell’arto interessato (elevare l'arto sopra il livello del cuore facilita la circolazione di ritorno, riduce quindi la formazione dell'edema. E' bene ripetere più volte anche per periodi brevi (30')), riposo, un opportuno bendaggio che non deve essere mai circolare, in modo da creare un laccio ed impedire la circolazione sanguigna, ma bensì a spirale. E’ consigliato rivolgersi ad un medico specializzato e sottoporsi ad esami strumentali per valutare la reale entità del danno.
Passata la fase acuta qualche esercizio di stretching può aiutare ad accelerare e migliorare il recupero rielasticizzando, per quanto possibile, il tessuto di riparazione cicatriziale.
Evitare di massaggiare o di riscaldare la parte lesa, in quanto prima dobbiamo favorire il riassorbimento dell’ematoma, cosa che in caso contrario sarebbe inibita. In particolare il riscaldamento ed il massaggio potrebbero provocare una ulteriore fuoriuscita di sangue e persino un ulteriore deterioramento delle fibre muscolari interessate.
E’ utile ricordare in caso di danni lievi o moderati in seguito a traumi l’acronimo inglese:
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REST: il riposo deve essere immediato per evitare di sollecitare ulteriormente la parte colpita e per ridurre l’entità di eventuali emorragie o lesioni osteoarticolari e limitare il gonfiore.
ICE: il ghiaccio è utile perché il freddo determina una costrizione dei vasi sanguigni nella zona interessata, riducendo l’infiammazione e il dolore.
Gli effetti sono:
- calo della temperatura cutanea e muscolare
- rallentamento della velocità’ di conduzione
- vasocostrizione - aumento della rigidità del collagene
- diminuzione della forza muscolare
- diminuzione del dolore
- diminuzione dello spasmo muscolare
- rallentamento del metabolismo
- vasodilatazione superficiale
Calo della temperatura cutanea e muscolare :
La temperatura si abbassa entro un minuto dall'inizio dell'applicazione, poi si stabilizza; nei muscoli il calo della temperatura è minore rispetto alla cute, ma continua anche dopo che è cessata l'applicazione.
Rallentamento della velocità di conduzione :
La velocità di conduzione nervosa diminuisce dopo lunghe applicazione (20-30 min).
Per applicazioni più brevi, il freddo stimola gli alfa-motoneuroni e facilita l'attività muscolare.
Vasocostrizione :
Azione sui recettori delle arteriole terminali.
Se applicato in casi acuti, ritarda l'infiammazione e la formazione dell'ematoma.
Aumento della rigidità del collagene :
Dopo applicazioni di 20-30 minuti.
Diminuzione della forza muscolare :
Si ha una diminuzione della forza muscolare pari al 2-15% per applicazioni di 20-30 minuti; l'effetto immediato del freddo, invece, migliora la contrazione muscolare.
Diminuzione del dolore :
Il freddo stimola il rilascio di endorfine, innalza la soglia del dolore. E' anti-irritante.
Diminuzione dello spasmo muscolare :
Si ha un raffreddamento dei nocicettori. L'applicazione del freddo nelle prime 48 ore deve essere fatta con costanza, con ripetizioni di 20' ogni 1 o 2 ore. Occorre però fare attenzione ad alcuni punti nei quali è possibile andare incontri a rischi particolari, con possibili danni a livello delle fibre nervose, le quali non tollerano temperature eccessivamente basse.
L'applicazione di ghiaccio successivamente alle 48 ore dal trauma può essere fatto a scopo riabilitativo, cioè alternando l'applicazione del freddo con il movimento. Il freddo non previene la formazione di edema, ma la ritarda, per cui se ad esso associamo una fasciatura stretta è più facile contenerlo.
L'applicazione di ghiaccio oltre 15'-20' è negativa per distretti corporei e per ferite (dita), mentre per altre parti del corpo possiamo arrivare a 30'. Oltre tale limite l'applicazione diviene inutile. L'applicazione del freddo nel soggetto anziano deve essere fatta tenendo conto della condizione circolatoria del paziente.
COMPRESSION: la compressione mediante un opportuno bendaggio consente di limitare il gonfiore.
ELONGATION: il sollevamento della parte traumatizzata, consente di limitare il gonfiore, in pratica prima si applica il ghiaccio, poi si procede ad un buon bendaggio elastico e quindi si tiene sollevato l’arto.
Passati 10 minuti, sempre mantenendo sollevata la parte devono essere rimossi sia il ghiaccio, sia il bendaggio, che andranno riapplicati dopo altri 10 minuti. L’ideale è ripetere questa alternanza per un’ora, un’ora e mezza.
Prevenire è meglio che curare
Le fibre lesionate dallo strappo muscolare hanno scarsa capacità di rigenerazione. Il processo di riparazione avviene esclusivamente con la formazione di un tessuto cicatriziale meno elastico, meno contrattile e anche meno resistente di quello muscolare.
Si possono così formare delle aree con differente elasticità che aumentano sensibilmente il rischio di lesioni ricorrenti.
Diventa dunque di fondamentale importanza cercare di allontanare il più possibile il rischio di lesione.
La prevenzione degli strappi muscolari si caratterizza per l'osservanza di alcuni punti fondamentali:
prima di fare sport
eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura;
assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sopportare lo sforzo;
valutare attentamente la praticabilità del terreno di gioco;
scegliere abbigliamenti adatti, coprirsi per bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento;
eseguire sempre esercizi di allungamento per migliorare l'elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante.
Suggeriamo infine di non sottovalutare alcun sintomo doloroso, anche se lieve. La prevenzione degli strappi muscolari più gravi si effettua anche con una corretta terapia delle forme più lievi.
Per chi lo sport non lo fa e per le persone anziane:
E’ opportuno eseguire ogni giorno leggeri esercizi fisici atti a mantenere tonici ed elastici i muscoli e i tendini delle articolazioni.
Mal di schiena
Spesso il tipo di lavoro che svolgiamo quotidianamente ci obbliga ad assumere delle posizione scorrete e inadeguate che determinano una contrazione cronica della muscolatura e la comparsa di sintomatologie dolorose anche invalidanti. Nella fase acuta possono essere utilizzate pomate e farmaci antinfiammatori e decontratturanti con il supporto delle fasce elastiche, ma superato il momento critico è consigliato adottare una serie di misure preventive che comprendano una moderata attività fisica, la riduzione del peso corporeo e l’eventuale intervento di un esperto fisioterapista.
In alcuni casi sembra dare buoni risultati sottoporsi a sedute di agopuntura.
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